Come prevenire una cattiva reputazione online e tutelare la propria riservatezza

set 04 2010 Pubblicato da admin sotto reputazione online

Alcune buone regole di condotta possone essere di aiuto nel prevenire il consolidarsi una cattiva reputazione online. In fondo, il web non è altro che un’articolazione, potenzialmente molto invasiva, della vita reale e, come nei rapporti interpersonali di ogni giorno ci ispiriamo a regole d’ordinaria prudenza, sarà bene tenerne in conto di ulteriori, specifiche della realtà di internet

Se sei un utente privato della rete:

- nel partecipare a froum, discussioni, newsgroup, ed anche nelle conversazioni in chat private, evitare rigorosamente di:

- offendere

- rivelare propri orientamenti politici, sessuali, religiosi o comunque di natura riservata

- evitare espressioni di propaganda volta all’incitamento od all’odio razziale

- verificare la serietà e la qualità degli interventi presenti sul forum o altro gruoppo di discussione prima di intervenirvi

- evitare accuratamente ogni espressione che possa prestarsi a fraintendimenti, anche ove a prima vista appaia improbabile

ciò, inoltre, eviterà di incorrere in specifiche fattispecie di reato.

- utilizzare i social network in maniera moderata. Un uso moderato comporta l’immisssione di una quantità modesta di informazioni, meglio se priva di dati identificativi sensibili quali luogo di residenza, data di nascita, scuole o università frequentate etc. Molti social network (ad es. facebook) consentono di limitare, in base a filtri da noi stessi impostati, l’accesso alle nostre informazioni entro una cerchia determinata di contatti; è buona norma avvalersi di tali facoltà

- i pagamenti online con carta di credito andrebbero effettuati solo sui siti dei quali si siano verificate la serietà e l’affidabilità (buoni indici possono essere la notorietà del sito, la chiarezza delle informazioni sui responsabili del sito, un lungo peridodo di attività dello stesso, etc.)

- prestiamo la massiama attenzione nell’immettere in rete foto o contenuti audiovisivi che ci rapresentino. Una foto che ci ritragga mentre scherziamo con gli amici, magari avendo un pò alzato il gomito, se oggi ci sembra così innocua da volerla condividere, domani potrebbe ostacolarci, ad esempio, nella ricerca di un’occupazione

Teniamo sempre a mente, difatti, che ormai gli uffici del personale verificano le caratteristiche del candidato attraverso l’immagine che ne appare dal web

Naturalmente, le regole di buon senso sopra suggerite non sono esautive delle possibli fonti di lesione della nostra immagine web, le quali non costituiscono un numero chiuso ma si propongono di invitare ad una maggiore cura ed attenzione nel gestire la propria presenza in internet.

Se sei un imprenditore o un professionista:

Il discorso si complica. Avere una buona reputazione sul web oggi è fondamentale ed il contrario può essere estremanente dannoso, se non letale, per l’attività porfessionale

Internet è divenuto, difatti, la prima fonte di informazione per i consumatori i quali possono pubblicamente (tramite forum, feedback, blog etc.) comparare, verificare, approvare e disapprovare prodotti e servizi

È di tutta evidenza come, ad esempio, un cattivo giudizio sulla nostra impresa, o sulla nostra attifvità profesionale, potrebbe arrecarvi seri danni

Prescindendo da eventuali profili giuridici di responsabilità civile (superamento dei limiti al diritto di critica, concorrenza sleale) o penale (diffamazione, ingiuria) dell’autore del giudizio negativo, è imperativo evitare che il “popolo del web” percepisca un’immagine negativa della propria attività

Fondamentale sarà quindi rivolgersi a dei professionisti che, con strumenti adeguati, difendano – anche intraprendendo le opportune azioni giudiziarie – la nostra reputazione professionale online.

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Cos’è la Reputazione online

set 04 2010 Pubblicato da admin sotto reputazione online

1. la reputazione online

Il tempo in cui, al di fuori della cerchia ristretta dei propri familiari, amici e colleghi di lavoro, le nostre vicissitudini e le nostre abitudini di vita rimanevano praticamente inconoscibili, deve ormai considerarsi concluso

La capillare diffusione delle connessioni Internet, la conseguente crescita esponenziale dei siti aderenti alla filosofia del web 2.0 (nei quali, cioè, gli stessi utenti contribuiscono a formare i contenuti) quali social network, blog, forum, siti di condivisione audio/video, ha condotto alll’imponente – e spesso incosciente – immissione in rete di dati, anche sensibili, riguardanti ognuno di noi

Il perdurare della “leggenda” circa il presunto anonimato garantito dalla rete ha infine indotto l’utente medio a superare l’originaria diffidenza nei confronti del web ed a riversarvi una impressionante quantità di informazioni, relative anche alle più intime e minute abitudini di vita

A ciò si aggiunga che le ultime evoluzioni del web (c.d. web 2.0) hanno invogliato gli utenti a condividere i propri contenuti – pensieri, filmati, audio etc. – con una cerchia potenzialmente illimitata di altri utenti

Ciò, putroppo, rischia di non essere più solo un piacevole passatempo

È dato ormai acquisito che, attraverso il c.d. “googling” (e cioè la ricerca effettuata tramite il motore di ricerca google, ritenuto a torto od a ragione il più completo e preciso) chiunque ha la possiblilità di accedere ad una mole rilevante di informazioni che ci riguardano, spesso immesse in rete da noi stessi

Semplicemente digitando il nome della persona che ci interessa, difatti, potremo probabilmente scoprire dove abita, dove lavora, quale professione svolge, quali sono i suoi passatempi, qual è la sua cerchia di amicizie, quali sono le sue idee politiche, etc. Possiamo persino trovare una copiosa quantità di fotografie che la ritraggono (anche se siamo riservati, e non ne immettiamo personalmente, probabilmente saranno i nostri amici o conoscenti a “taggarci” in qualche social network, magari a nostra insaputa)

L’insieme delle informazioni presenti in rete, l’insieme degli interventi nei forum che noi stessi “postiamo”, o che comunque ci riguardano, andranno a costituire la nostra Reputazione online

Se invece che dei privati cittadini, siamo degli imprenditori o dei professionisti, le cose si complicano ulteriormente

È oramai abitudine consolidata, da parte dei consumatori, verificare preventivamente il “feedback” (insieme dei pareri immessi da altri utenti che hanno già usufruito di un servizio od acquistato un prodotto) delle offerte di loro interesse

Alcuni “casi scuola” hanno dimostrato l’impatto devastante che una scarsa reputazione online può avere sull’immagine di un impresa. v. “Dominos Pizza in crisi per colpa di un videoda Corriere della Sera del 18 aprlie 2009

A ciò deve aggiungersi che i contenuti web spesso resteranno visibili per un tempo estremamente lungo, o quanto meno non definibile a priori

Fortunatamente, possono essere individuati alcuni strumenti di tutela, tanto preventivi quanto di risoluzione dei problemi già insorti.

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